Salisano (Antonella Giroldini)

Salisano (m. 460), in provincia di Rieti, si trova alle pendici del Monte Ode (m. 932) e si erge sulla cima di un promontorio dalle falde molto scoscese dove si scopre un complesso panorama molto suggestivo nella parte meridionale, e dirimpetto, su di un’altra sommità, c’è Mompeo (antico “Fondus Pompeianus”) diviso da Salisano dalla profonda “Gola di Rosciano”: Sulla valle dell’omonimo fosso si alza un piccolo promontorio, e sporgendo tra i cespugli selvatici, si vedono i resti della torre e mura di quello che fu, poiché abbandonato, l’abitato di Rocca Baldesca.
Salisano appartiene al territorio abitato dai Sabini, antichissimo popolo di stirpe italica e discendente dagli Osci.

 

Il primo territorio occupato dai Sabini era quello delle valli dell’Alto Appennino lungo il fiume “Aternus” presso Amiternum, occupando col tempo la valle Reatina e scendendo fino alla confluenza dell’Aniene nel Tevere. La loro caratteristica di popolo guerriero e colonizzatore li spinse a cercare una maggiore espansione, continuando a conquistare le regioni volsche dell’Italia meridionale, fondendosi con gli abitanti originali e proseguendo sulla costa occidentale fino a sottomettere anche la Campania verso il 440 a.C..
Cicerone e Virgilio elogiarono questo popolo per la dedizione all’agricoltura nonché all’arte della guerra; e per la loro semplicità contadina unita ad un profondo senso religioso. Il paesaggio appenninico conformato da un insieme eterogeneo di montagne, promotori e valli, determinò l’organizzazione del loro territorio. I centri abitati, più che in città agglomerate che centralizzassero il potere e l’uso del territorio, erano disseminati nella campagna, formando “città” composte da diversi villaggi. Tale caratteristica diede origine all’espressione di: “tota Sabina Civitas”.
In questo modo il popolo acquistò anche un profondo senso di autonomia e libertà, affidando il potere ad un duce soltanto nei momenti di guerra. Molti storici attribuiscono a questa mancanza di unità politica il fatto che i Sabini, pur possedendo un grandissimo valore militare, facilmente furono soggiogati dai Romani. Una volta conquistati insieme agli Etruschi ed ai Latini, essi formarono i tre gruppi etnici che molto contribuirono a consolidare la grandezza di Roma; i Sabini soprattutto per la loro potenza militare e colonizzatrice. Il territorio, oltre ad offrire una urbanizzazione rurale ottima per la produzione agricola, era prediletto come luogo di riposo e di villeggiatura per cui vi sorsero costruzioni di numerose e splendide ville. Dopo Costantino, l’Italia fu divisa in 17 province e la Sabina fu incorporata in quella denominata “Tuscia et Umbria”. Arroccato su di un monte scosceso Salisano è un piccolo comune situato sulla via Tancia a 36 Km dal capoluogo e a 60 Km da Roma. E’ una meta per tutti coloro che amano la tranquillità e il dolce clima collinare; inoltre il paese offre, per gli amanti dello sport e della vita all’aria aperta, impianti sportivi. Nelle zone circostanti è possibile praticare il trekking e brevi escursioni in montagna; visite guidate alla riscoperta di località di antica memoria storica come Roccabaldesca, convento di S. Diego, Torrette e Torracce ed infine visite organizzate alla centrale idroelettrica dell’Acea situata nel territorio di Salisano ed inaugurata nel 1940, che sfrutta le acque del Peschiera e delle Capore producendo energia elettrica e convogliandole verso la capitale.

Fara in Sabina (Antonella Giroldini)

Capoluogo comunale di un territorio che conta numerosi centri di recente notevole sviluppo, nacque in età longobarda come piazzaforte destinata alla difesa di Roma. Già nel secolo X era in possesso dell’abbazia di Farfa, cui rimase fino al suo declini del ‘400, quando passò agli Orsini.

Il borgo medievale si presenta oggi in massima parte elegantemente restaurato. Nel palazzo Brancaleoni – Castellani, in piazza del Duomo, ha sede il Museo civico, con sezioni relative alla preistoria, alla protostoria e all’epoca arcaica e romana.