Il mare e l’anima di Zanzibar (Antonella Giroldini)

Forse Dio ha fatto sì che, dopo aver esposto nel mare uno dei suoi gioielli più belli, gli venisse dato dagli uomini un nome indimenticabile: “ZANZIBAR”, dal persiano “Zangh”, “nero” e “bar”, cioè “terra dei neri”.
L’arrivo a Zanzibar è piacevole. L’isola dall’alto appare coperta di vegetazione e l’aeroporto, privo d’inutili lussi, lascia intuire ciò che ci attende: un lembo d’Africa.
Una ventata d’aria calda ci investe in pieno volto, appena uscimmo dall’aereo. Caldo. Il respiro mozzato, come quando si prova un forte innamoramento, come quando si arriva in Africa.
Compiamo in poco tempo le formalità di rito e ci dirigiamo alla SPIAGGIA DI KINENGWA, una perla incastonata nel turchese dell’Oceano Indiano.image001Ed è tra le mete africane più seducenti; comprende le 2 isole principali Unguja e Pemba , più diverse piccole isole e atolli corallini.
Il suo nome evoca immagini di un paradiso esotico e sereno, pieno di palme di cocco, barriere coralline multicolori e, naturalmente, km e km di sabbie bianchissime lambite da acque cristalline.

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Iniziamo a prendere confidenza con l’isola e ci dirigiamo verso KIMKAZI, percorrendo una strada panoramica. E’ un piccolo villaggio di pescatori situato sul litorale meridionale dell’isola. Al nostro arrivo ci imbarchiamo a bordo di un battello di legno a motore, che ci conduce in alto mare, nella zona dove si trovano i delfini e nuotiamo con loro.

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Ci dirigiamo, poi, verso Chwaka che è il più grande insediamento lungo la costa nord – est, è un villaggio di pescatori sulla sponda occidentale della baia di Chwaka, grande insenatura circondata da mangrovie. A parte gli uomini e le donne che raccolgono crostacei e polpi su banchi di sabbia e sulle scogliere che emergono dalle acque poco profonde, la spiaggia è in gran parte deserta.

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Oltre alla spiaggia e alla baia, un’altra attrattiva è il mercato all’aperto alla strada sulla spiaggia. Un posto piuttosto tranquillo per buona parte del giorno che si anima con l’alta marea e nel tardo pomeriggi, quando i pescatori rientrano a bordo delle loro piroghe bglawa, per vedere il pescato del giorno. A nord del mercato c’è un gruppo di uomini intenti a intrecciare il vimini per catturare le aragoste; a sud del mercato, 100 metri dopo un gigantesco baobab alcuni artigiani costruiscono dhow di legno secondo metodi tradizionali.

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E prima di salutare il mare africano ci concediamo un NDIMENTICABILE GIORNATA DI MARE E SOLE NELLA BAIA DI MENAI: atolli tropicali e idilliache lingue di sabbia in uno sconfinato mare cristallino.

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Pranzo a base di grigliata di pesce fresco e crostacei.

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La giornata terminerà rientrando a vela con un meraviglioso tramonto zanzibarino.

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Ripartiamo con la sensazione che i giorni da dedicare a quest’avventura siano stati pochi, troppo pochi per essere riusciti a capire. Ma Zanzibar non chiede di essere capita, ma semplicemente compresa, nel senso di presa-con, con l’anima, con il cuore, con lo spirito del viaggiatore che osserva …..
Al nostro ritorno, sarà difficile è descrivere quello che abbiamo vissuto. Abbiamo vissuto tutto d’un fiato e siamo storditi al punto che ne siamo ubriache, e non riusciamo a raccontarle a chi non le ha vissute con noi… tutto sembra ridursi ad una semplice descrizione di fatti. Ma più dei fatti, conta l’emozione che s’è vissuta e rimane solo nostra…Ogni tanto ci fermiamo a ricordare il volto triste dell’ Africa, da vivere e non dimenticare che per ogni sorriso e per ogni colore c’è una mano tesa ed un vestito stracciato….
……E se noi siamo partiti benestanti, perché occidentali, siamo ritornati ricchissimi in quanto viaggiatori; viaggiatori in grado di osservare in silenzio, le visioni primitive e vere, in grado di ascoltare quello che l’Africa ha da dire. Ed è forse questa la ragione del viaggio……

…..E’ difficile abbandonare questo luogo, dove abbiamo ricordato che la vita è fatta anche di piccole cose, spesso indimenticabili. Sull’isola sicuramente abbiamo passato dei giorni meravigliosi, concedendoci qualche piccolo piacere in più, …perché spesso la felicità è proprio nella semplicità, nel cuore di un’ Africa più vera e sincera….
Ci siamo perse nelle strette vie della città antica al tramonto, mentre giunge l’ora della preghiera musulmana e la voce del muezzin riecheggia tra i vicoli; abbiamo vissuto il tramonto dalla spiaggia di Stone Town, con i “dhow”, che si tingono di arancione; abbiamo fotografato la gioia dei bambini che corrono scalzi dietro a giocattoli semplici; recarsi sulle spiagge della costa di est per ammirare l’alba, contemplando i colori del mare, chiedendosi come potrebbe essere diverso da ciò il Paradiso……..

Antonella Giroldini

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anto1973giroagiroldini

e come dice una mia amica ..ti rispecchia in pieno ;) Io "DONNA" Non leggo istruzioni. Schiaccio pulsanti finchè funziona. Non ho bisogno di alcool per essere imbarazzante. Mi riesce senza! Se fossi un uccello saprei già a chi cagare addosso! Non sono bisbetica, sono emozionalmente flessibile! Le parole più belle al mondo ? " vado a fare shopping" Non ho difetti! Sono "effetti speciali"! Donne devono avere l'spetto di Donne non di ossa rivestite! Non è ciccia! E' superficie eroticamente utilizzabile. Pertdonato e dimenticato? Non sono nè Gesù nè ho l'Alzheimer! Noi donne siamo angeli e se ci rompono le ali continuiamo a volare- su scopa!Perchè siamo flessibili. Quando Dio ha creato gli uomini ha promesso che uomini ideali si sarebbero trovati ad ogni angolo e poi ha fatto la terra rotonda. Sulla mia lapide deve essere inciso: Non fare quella faccia, anch'io avrei preferito essere stesa in spiaggia! E già, Noi Donne siamo uniche

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