Stone Town… viaggio in Africa (di Antonella Giroldini)

E’ il cuore culturale e storico dell’Africa, è il luogo in cui l’Africa incontra l’oriente. Stone Town è probabilmente la città più affascinante e ricca di atmosfera a sud del Sahara. Per molti aspetti ricorda le medine arabo e nord africano, con il loro labirinto di viuzze tortuose, bazar e mercati animati, ex palazzi e grandiose residenze arabe che impregnano la città di una sensazione magica e ultraterrena.

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Nonostante l’abbandono seguito all’indipendenza, la configurazione e il tessuto originale della città sono rimasti in pratica intatti e questo è questo è l’esempio più completo degli insediamenti Swahili che castellano le isole e la costa dell’Africa Orientale.
Gran parte delle città fu costruita nell’Ottocento al culmine dell’attività dei dhow. Si possono ancora vedere le misere celle sottostanti l’ultimo mercato degli schiavi così come due palazzi, ma fortezza omanita del primo settecento, stile persiano.

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La fusione di culture si legge nei visi dei suoi abitanti africani, indiani, arabi, europei e ogni possibile combinazione intermedia.
L’anima di Stone Town è di essere cosmopolita, la capacità di assopire e mescolare influenze esterne. Secondo la definizione dell’Unesco che l’ha inserita nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel dicembre 2000, la città è un’eccezionale espressione materiale di fusione e armonizzazione culturale.
Di forma grosso modo triangolare, il centro storico è delimitato dai due lati dall’Oceano Indiano e a est da creek road. Le centinaia di stradine, la maggior parte delle quali non supera i 2-3 metri di larghezza, raramente seguono una linea retta per un tratto superiore alla larghezza di un edificio, quindi il modo migliore per andare alla scoperta della città è a piedi. Durante il giorno non ci sono problemi di sicurezza mentre è meglio prestare attenzione nelle ore notturne.
I principali monumenti sono i bagni in puro stile persiano, la cattedrale di San Giuseppe costruita a cavallo tra ottocento e novecento, la cattedrale anglicana Church of Christ, che sorge ove ebbe luogo l’ultimo mercato degli schiavi dell’Africa, di cui ancora si possono visitare le celle.

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Le principali aree commerciali, un’ accozzaglia di negozi e bancarelle a mò di bazar o suk arabo si trovano lungo o a ridosso di Horumzi e Gizenga Street e Change Bazaar.

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E’ proprio il labirinto di stradine e viottoli che costituisce la principale attrazione della città, un dedalo di dimore stinte, moschee e vicoli tortuosi , che imprevedibilomente sfociano in piazzette semirovinate, venditori ambulanti , di notte gremite di gente che si da appuntamento per gustare un caffè al bar.

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Stone Town è un autentica miniera d’oro per i cercatori di souvenirs, con centinaia di negozietti in cui è possibile acquistare una straordinaria quantità di oggetti di artigianato , sia arabi che indiani e prodotti locali. Tra i prodotti locali vanno ricordati gli articoli fi gioielleria, argenteria, e i pesantu bauli costellati di borchie in ottone.

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Alla prossima avventura Africana !!!!

Antonella Giroldini

Pubblicato da

anto1973giroagiroldini

e come dice una mia amica ..ti rispecchia in pieno ;) Io "DONNA" Non leggo istruzioni. Schiaccio pulsanti finchè funziona. Non ho bisogno di alcool per essere imbarazzante. Mi riesce senza! Se fossi un uccello saprei già a chi cagare addosso! Non sono bisbetica, sono emozionalmente flessibile! Le parole più belle al mondo ? " vado a fare shopping" Non ho difetti! Sono "effetti speciali"! Donne devono avere l'spetto di Donne non di ossa rivestite! Non è ciccia! E' superficie eroticamente utilizzabile. Pertdonato e dimenticato? Non sono nè Gesù nè ho l'Alzheimer! Noi donne siamo angeli e se ci rompono le ali continuiamo a volare- su scopa!Perchè siamo flessibili. Quando Dio ha creato gli uomini ha promesso che uomini ideali si sarebbero trovati ad ogni angolo e poi ha fatto la terra rotonda. Sulla mia lapide deve essere inciso: Non fare quella faccia, anch'io avrei preferito essere stesa in spiaggia! E già, Noi Donne siamo uniche

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