IL RIF (Antonella Giroldini)

E’ di straordinario interesse ambientale a giustificare questo itinerario da Tetouan a Oujda: 533 km complessivi cui vanno aggiunti altri 45 km di deviazioni dalla strada principale per raggiungere Chefchaouen.

Il termine Rif , che designa le montagne dallo stretto di Gibilterra alla foce del uadi Moulouya, fa in realtà riferimento a due entità distinte: i rilievi fra Tangeri e  Chefchaouen e il Rif propriamente detto. Quest’ultima sezione, che nel suo più accidentato raggiunge cime di notevole altezza, costituisce un autentica barriera montuosa che segna peculiarmente il carattere della regione.

La macchia sopra i villaggi è sfruttata per pastorizia , con la tendenza al nomadismo che si accentua nelle zone occidentali più umide ma perde la sua ragion d’essere salendo in altezza compaiono le cedraie. Gli insediamenti tradizionali sono costituiti da abitazioni con tetti spioventi rivestiti di tegole, separate l’una dall’altra da piccoli frutteti. Le case sono costruite di mattoni di argilla e intonacate di calce, o, non di rado protette da uno strato di terra perfettamente fuso con il colore del paesaggio estivo. In alta montagna le case presentano talora un piano di legno che ricorda quello di certe costruzioni dell’Europa del Nord.