Il colore della pelle (Antonella Giroldini)

Le concerie di Fes – favorite dalla disponibilità d’acqua delle uadi Fes, dall’apporto di tecniche dell’ Andalusia e dell’Oriente, dalla vicinanza di regioni ricche di pascoli – sono antiche quanto la città. Ancora adesso quest universo rutilante di colori , odori, uomini, fatica vive in stretta continuità con la tradizione: il lavoro si tramanda di padre in figlio, la proprietà delle concerie  è ereditaria, oggi come ieri  chi concia pelli ” ingaggia” per il tempo necessario uomini e strutture. La conceria si articola intorno a un’area a cielo aperto, solitamente in lieve pendio per favorire il deflusso delle acque. Vi sono collocate grandi vasche d’acqua tiepida per il rinvenimento delle pelli in precedenza salate ed esposte al sole, immerse in pacchi legati e assicurati ai bordi con corde; i merkel , bacini d’acqua limpidi per il risciacquo; i qasriyya, le fosse, generalmente raggruppate vicino ai canali di scolo, per i bagni, il lavaggio e la tintura delle pelli. Tutt’intorno stanno gli hzana, i laboratori depositi disposti  di solito su due piani, illuminati dal vano della porta e a volte finestre; al di sopra si estende un ampia terrazza su cui le pelli vengono messe a essiccare dopo la tintura.

Prima di passare nei merkel , le pelli vengono sbattute e tirate per distenderle , private dei peli, quindi sottoposte a tre successivi bagni di calce per eliminare i peli residui. Nel merkel, vengono lavate e sbattute di continuo per circa tre ore da uomini calati nelle fosse quasi nudi. Nella qasiryya stanno a bagno per vari giorni in urine o escrementi animali che danno loro consistenza; seguono un bagno nella crusca, uno nel tannino e un accurato lavaggio in acqua pura. Infine le pelli vengono raschiate dal lato delle carne e vigorosamente strizzate , prima dell’essiccazione sulle terrazze: è in quest’ultima fase che interviene la tintura, mediante prodotti naturali o artificiali.

IL COLORE DELLA PELLE -FES (Antonella Giroldini)

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Le concerie di Fes sono antiche quanto le città . In età merinide sembra fossero circa un centinaio e ancora adesso questo universo rutilante di colori, odori, uomini, fatica vive in stretta continuità con la tradizione: il lavoro si tramanda di padre in figlio, la proprietà delle concerie è ereditaria.

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La conceria si articola intorno a un’area a cielo aperto , solitamente in lieve pendio per favorire il deflusso delle acque . Vi sono collocati i ” sahrij”, grandi vasche d’acqua per il rinvenimento delle pelli in precedenza salate e esposte al sole, immerse in pacchi legati e assicurati ai bordi con corde; i ” merkel”, bacini di acqua limpida per il risciacquo; i ” qasriyya” le fosse, generalmente raggruppate vicino in canali di scolo, per i bagni, il lavaggio e la tintura delle pelli. tutt’intorno stanno gli ” hzana” , i laboratorie depositi disposti di solito su due piani, illuminati dal vano della porta e a volte da finestre; al di sopra , si stende un’ampia terrazza su cui le pelli vengono messe a essiccare dopo la tintura.

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Prima di passare nei ” merkel”, le pelli vengono sbattute e tirate per distenderle, private dei peli, quindi sottoposte per eliminare i peli residui. Nei ” merkel” vengono lavate, sbattute di continuo per circa tre ore da uomini calati nelle fosse quasi nudi. Nella ” qasriyya” stanno a bagno per vari giorni in urine o escrementi di animali che danno loro consistenza; seguono un bagno nella crusca , uno nel tannino e un accurato lavaggio in acqua pura. Infine le pelli vengono raschiate dal lato della carne, sgocciolate e rigorosamente strizzate, prima dell’essicazione. E’ in questa ultima fase che vengono colorate con colori naturali.

FES (Antonella Giroldini)

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Terza città del Marocco per popolazione, conserva la sua secolare importanza politica e soprattutto una preminente influenza sulla cultura e sulle arti marocchine, anche per il tramite dell’antica università: prima capitale islamica del paese, continua a essere per molti versi la capitale spirituale e religiosa

Place des Alaouites è una vasta spianata sulla quale si l’accesso principale al Palazzo Reale. Bei giardini, delimitati da alte mura, la fiancheggiano sul lato occidentale.

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Il Palazzo Reale spicca nella grande piazza con le sue grandi porte dorate realizzate fra il 1969 e il 1971. Include svariati mechouar, un complesso di edifici di epoca diversa tra cui una medersa merinide, vasti giardini.

La Grande Rue des Merinides è il quartiere ebraico sorto dopo la fondazione di Fes. Bab Smarine , imponente porta a volte multiple ricostruita nel 1924, rappresenta il vero accesso al quartiere di Fes. Al di sotto, all’interno  di antichi silos merinidi, si tiene un mercato.

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Place Pecha el – Baghdadi, cinta da alte mura, costituisce la cerniera tra Fes el – Jedid e Fes el- Bali. La kasba en – Nouar, dei fiori, o kasbadei Filala , a nord – est della piazza, di fondazione almohade, trae nome dalle genti del Tafilalt sostenitrici del primo sovrano alouita, Moulay er Rachid. A pianta pressoché triangolare, è difesa da torri di guardia angolari e da bastioni tardo settecenteschi. Nelle mura che la circondano si apre la monumentale Bab ech- Chorfa, davanti quale si tiene un quotidiano mercato delle pulci.

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Fes el- Bali . l’itinerario si dipana nell’intreccio dei vicoli della medina, la cui intatta struttura  – in gran parte risalente al XII secolo- rispecchia la complessità di una città mussulmana nell’età d’oro dell’islam. Il variegato e brulicante universo di mestieri si anima sempre più avvicinandosi alla moschea Karouin, principale luogo santo e fulcro della cittadina. Per il giro ci vuole circa mezza giornata .

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