Montasola (Antonella Giroldini)

 

 

Basta fare una passeggiata lungo il torrente L’aia per vedere nei pressi della località Piane Marmi, resti di monumenti funerari d’età romana Nell’alto medioevo Montasola ha l’aspetto del tipico paese medioevale con al centro un’azienda patronale, all’epoca gestita dai monaci farfensi, introno alla quale si snodano una moltitudine di case coloniche.
Negli anni a Montasola appaiono nomi quali Papa Stefano IV nell’817, Imperatori quali Lotario nell’840 e Ludovico II nell’857.
All’inizio del secolo X ai monaci farfensi subentra il castellum de lori che nel XII secolo viene assoggettato alla Santa Sede alla quale doveva un censuo di 181 libre.
Dall’accordo tra Enrico VI e Celestino III, il quale ridava al controllo pontificio una notevole parte del patrimonio, nacque il castrum di Montasola come testimonia un’epigrafe murata sulla facciata della chiesa.
Nel 1278 gli abitanti di Montasola giurarono fedeltà ed omaggio a papa Nicolò II. Nella seconda metà del XIV secolo Montasola si ribellò al dominio pontificio e divenne terra bandita.
In seguito fu occupata nel 1368 da Luca Savelli, poi il castello fu infeudato a Francesco e Bucio Orsini, figli del defunto rettore del patrimonio Giordano, morto nel 1365 a seconda generazione, mascolina, con la possibilità di successione delle donne a determinate condizioni, da parte di Papa Urbano V.
Montasola fu retta dagli Orsini fino agli inizi del 1400, quando venne assegnata a Battista Savelli. Nel 1463 Papa Pio II tolse Montasola a Giacomo Savelli e la vedette a Giorgio Cesarini, ai fratelli Della Valle e a Marcello Rustici.
Cinque anni dopo i Savelli riscattarono Montasola che fu nuovamente sequestrata alla famiglia baronale romana nel 1501 dal Papa Alessandro VI e concessa in vicariato a Giovanni Paolo Orsini.
Alla morte del Papa i Savelli recuperarono Montasola che in seguito venne acquistata definitivamente dalla Camera Apostolica. Nel 1853 Montasola divenne comune autonomo con 474 abitanti dei quali 359 vivevano in campagna e 115 nel paese, 106 le famiglie 103 le case.
La chiesa era sempre dedicata ai SS. Pietro e Tommaso, c’erano una bottega di merci diverse, una di liquori, una di ferri lavorati, 3 osterie, un caffè una rivendita di sale e tabacchi un forno, un macello, un muratore, un ebanista, un carrettiere, dei calzolai, 3 sarti una sarta un medico e la farmacia Colletti.

Pubblicato da

anto1973giroagiroldini

e come dice una mia amica ..ti rispecchia in pieno ;) Io "DONNA" Non leggo istruzioni. Schiaccio pulsanti finchè funziona. Non ho bisogno di alcool per essere imbarazzante. Mi riesce senza! Se fossi un uccello saprei già a chi cagare addosso! Non sono bisbetica, sono emozionalmente flessibile! Le parole più belle al mondo ? " vado a fare shopping" Non ho difetti! Sono "effetti speciali"! Donne devono avere l'spetto di Donne non di ossa rivestite! Non è ciccia! E' superficie eroticamente utilizzabile. Pertdonato e dimenticato? Non sono nè Gesù nè ho l'Alzheimer! Noi donne siamo angeli e se ci rompono le ali continuiamo a volare- su scopa!Perchè siamo flessibili. Quando Dio ha creato gli uomini ha promesso che uomini ideali si sarebbero trovati ad ogni angolo e poi ha fatto la terra rotonda. Sulla mia lapide deve essere inciso: Non fare quella faccia, anch'io avrei preferito essere stesa in spiaggia! E già, Noi Donne siamo uniche

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