UN GIORNO A PALERMO (Antonella Giroldini)

Se siete di passaggio a Palermo, come è capitato a noi , non scoraggiatevi riuscirete comunque a fare un bel giro.

Palermo è una città con uno dei centri storici più grandi d’Europa (pensate che si estende su una superficie di quasi 2,5 km quadrati) e varrebbe la pena soggiornarvi qualche giorno in più per poter scoprire la grande varietà di monumenti e luoghi affascinanti che ospita e che offre ai viaggiatori.

Palermo è la capitale dell’arte arabo-normanna, simbolo della convivenza armoniosa di stili e culture diverse che qui si ritrovarono fianco a fianco tra XI e XIII secolo.

Da non perdere assolutamente quindi la celebre Cappella Palatina, all’interno del Palazzo dei Normanni, oggi sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. La piccola Cappella, realizzata a partire dal 1130 per volontà del re normanno Ruggero II, è uno scrigno prezioso dove convivono in perfetta armonia elementi latini, arabi e bizantini. Vi consiglio di soffermarvi con calma per apprezzare nel dettaglio gli splendidi mosaici realizzati da maestri arrivati appositamente da oriente, oppure il meraviglioso soffitto in legno della navata centrale, decorato in stile islamico e realizzato da artigiani arabi.

Terminata la visita della Cappella Palatina vi suggerisco di iniziare una bella passeggiata lungo il Cassaro, l’arteria stradale più antica della città, tracciata già in epoca fenicia e che oggi è una lunga strada affiancata da infiniti palazzi nobiliari settecenteschi e ottocenteschi. Passerete subito sotto Porta Nuova, una delle antiche porte della città, realizzata nel XVI secolo per celebrare l’arrivo a Palermo dell’Imperatore Carlo V.

Proseguite verso il mare e, dopo pochi minuti di cammino, troverete alla vostra sinistra l’imponente e magnifica Cattedrale di Palermo. Antica moschea più grande della città, fu riconvertita in cattedrale nel 1185 e rappresenta oggi uno dei simboli di Palermo. Meraviglioso l’esterno, in calda pietra calcarea che si illumina di rosso al tramonto, la cattedrale arabo-normanna ha subito vari rifacimenti nel corso dei secoli ma ha mantenuto fino ad oggi il suo stile unico e affascinante; non perdetevi la zona esterna delle absidi, con le sue splendide decorazioni bicrome di matrice islamica. Alla cattedrale si accede tramite un monumentale portico d’ingresso quattrocentesco. L’interno del monumento probabilmente lascia un po’ delusi, perchè è la parte che ha subito più profonde modifiche ed è stato trasformato, alla fine del XVIII sec., in una severa e spoglia cattedrale neoclassica. Da visitare all’interno la zona delle Tombe Reali che ospita, tra gli altri, i sarcofagi di Enrico II e Federico II; la cappella, a destra dell’altare, dedicata a Santa Rosalia, che custodisce le reliquie della santa patrona di Palermo; e infine, in una delle cappelle laterali della navata sinistra, troverete il monumento funebre di Padre Pino Puglisi, il sacerdote, oggi beato, ucciso dalla mafia nel 1993.

Usciti dalla Cattedrale, continuate la vostra passeggiata e scendete fino ai Quattro Canti, centro esatto dell’antica città dentro le mura, incrocio tra le due strade principali di Palermo: il Cassaro e via Maqueda. In un trionfo della teatralità barocca, i Quattro Canti celebrano il potere regio che sottomette la natura ed è a sua volta sottomesso al potere divino. In una concezione fortemente simbolica, al primo livello troviamo le quattro stagioni, al secondo livello si impongono le figure di quattro sovrani spagnoli e nell’ultimo livello vi sono le statue delle quattro sante palermitane.

Svoltate adesso a destra e vi trovate in Piazza Pretoria, suggestiva piazza racchiusa tra un vecchio palazzo nobiliare, il palazzo del municipio e le due imponenti chiese di Santa Caterina d’Alessandria e San Giuseppe dei Teatini, E’abbellita dal 1573 da una sontuosa fontana a vari ordini di conche, arricchita da decine di statue di animali fantastici e figure allegoriche. Vista la nudità delle statue, che probabilmente creò un forte scandalo tra i palermitani e tra le suore del vicino convento, la fontana e l’intera piazza sono comunemente conosciute dai palermitani come piazza e fontana “della vergogna”.

Proseguite ancora di pochi metri nella stessa direzione e arriverete in piazza Bellini, che ospita due gioielli dell’arte arabo-normanna a Palermo: la famosa chiesa della Martorana e la vicina, meno famosa, chiesa di San Cataldo. La Martorana, fondata nel 1143, rappresenta con le sue cupolette rosse, uno dei simboli della città. Passate attraverso la torre campanaria di stile islamico ed entrate a dare un’occhiata, rimarrete rapiti dal fascino di una piccola chiesa dove mosaici bizantini del XII secolo e affreschi e stucchi barocchi si fondono in totale armonia.

A questo punto, avrete visto i luoghi simbolo della città e la vostra passeggiata per Palermo può prendere due direzioni diverse; potrete continuare a scendere verso il mare e arrivare alla bella Piazza Marina che vi porta poi, attraverso Porta Felice, alla passeggiata a mare del Foro Italico con il vicino, affascinante, antico porticciolo della città, la Cala.

Oppure, se preferite avere un assaggio della Palermo ottocentesca del liberty, risalite verso via Maqueda e vi ritroverete i suoi due simboli più eleganti: il Teatro Politeama e il Teatro Massimo.

Qualunque sia la direzione che darete alla vostra visita,
non rinunciate a una passeggiata in uno dei mercati storici della città.
Capo, Ballarò e Vucciria
offrono uno spaccato imperdibile di Palermo,
un eccezionale caleidoscopio di colori, profumi, sapori e voci.
Lasciatevi avvolgere dall’atmosfera esotica di questi luoghi
a due passi dalla principali vie cittadine ma che sembrano
così lontani nello spazio e nel tempo.

Un consiglio: il mercato della Vucciria,
reso celebre dal famoso dipinto di Renato Guttuso,
purtroppo è oggi quello meno vivo dei tre mercati.
Meglio una passeggiata al Capo, dove potrete approfittare
per visitare la chiesa dell’Immacolata Concezione al Capo,
gioiello del barocco siciliano
o una passeggiata tra le bancarelle di Ballarò,
dove immancabile è un’occhiata alla chiesa di Casa Professa.
Se volete vedere la Vucciria meglio le ore mattutine,
quando ancora potrete trovare esposti
i celebrati banchi di frutta, verdura e pesce.

SAN VITO LO CAPO (Antonella Giroldini)

San Vito Lo Capo è un paesino tutto bianco nella provincia nord di Trapani. Il mare è meraviglioso tanto da essere paragonato a quello dei Caraibi. Un viaggio a San Vito Lo Capo è una meravigliosa esperienza per chi ama il mare e la natura, infatti, il paese è incastonato tra due luoghi naturali considerati i più belli d’Italia: la Riserva dello Zingaro e la Riserva di Monte Cofano. In questa guida vogliamo soffermarci sulle spiagge: belle, ampie e bagnate da un mare spettacolare.

 

La spiaggia del centro di San Vito Lo Capo è un enorme arenile libero lungo tre chilometri. La sabbia è bianca ed il mare cristallino con fondali abbastanza bassi. Il litorale di San Vito Lo Capo è delimitato a oriente dal Monte Monaco ed ad Ovest dal faro. Anche se la maggior parte della spiaggia è libera, sono presenti alcuni stabilimenti balneari dotati di tutti i comfort.

Nelle vicinanze di San Vito Lo Capo si trova il golfo di Castellammare, a dominare questo golfo è Scopello, una località ideale per gli amanti delle immersioni subacquee. A caratterizzare il paesaggio di Scopello sono i due faraglioni, che si immergono in un mare dalle mille sfumature del blu. A Scopello ci sono ottime spiagge dove trascorrere le giornate estive, come Guidaloca, formata da ciottoli e da un mare limpido. Non mancano le piccole baie nascoste, come Cala Mazzo, raggiungibile solo attraverso un sentiero non asfaltato. Altre spiagge sono accessibili solo tramite imbarcazioni, come Cala Bianca, Cala Rossa e Punta Pispisa.

7 chilometri di costa immersi nella natura selvaggia. Questa è la Riserva dello Zingaro, dove si susseguono baie, calette e grotte bagnate da un mare veramente fantastico. L’ingresso alla riserva costa 3 euro a persona e potrete scendere nelle varie calette, alcune più agevoli ed altre più impervie. La prima spiaggia della Riserva entrando dal comune di San Vito è la Tonnara dell’Uzzo dove ci sono due spiaggette di ciottoli, una raggiungibile solo via mare, mentre più avanti a Cala Capreria il mare è ideale per chi ama le immersioni o lo snorkeling. Non lontano si può accedere alla Grotta dell’Uzzo, uno siti archeologici preistorici più importanti di tutta la Sicilia. Un’altra grotta meravigliosa è quella dei Cavalli, dove si ammirano pitture rupestri e si può accedere anche ad una piccola spiaggetta. Altre Cale meravigliose della Riserva dello Zingaro sono Cala Beretta, Cala Marinella, Cala Varo e Punta della Capreria.

 

SEGESTA (Antonella Giroldini)

Il sito archeologico di Segesta sorge su di una collina alle spalle del golfo di Castellammare. Fu fondata dagli Elimi, divenendo una delle principali città del bacino del Mediterraneo, rivale della vicina Selinunte. Nel 409 a.C. con l’aiuto dei Cartaginesi riesce a prevalere su Selinunte, ma nel 307 a.C., viene distrutta dal siracusano (alleato di Selinunte) Agatocle per poi rinascere dalle proprie ceneri con i romani. Per il periodo successivo non si hanno notizie certe su Segesta, anche se continuò ad essere abitata nel Medioevo come attestano i ritrovamenti del Castello Normanno e di una piccola basilica triabsidata (poi abbandonata e ricostruita come eremo nel XV sec.). Il tempio di Segesta è il migliore monumento ritrovato, sorge su una collina ed è circondato da un’ampia vallata. Il tempio dorico conserva quasi intatte le 36 colonne, tuttavia si pensa che forse non sia stato completato a causa della mancanza di una cella interna e delle scanalature delle colonne. Alcuni studiosi affermano che il tempio è completo così com’è, cioè un peristilio pseudo-templare. Inoltre non è certa la destinazione d’uso del tempio infatti, non è stato ritrovato nessun reperto di tipo religioso. Il teatro sorge sul monte Barbaro, raggiungibile attraverso un percorso in salita dal quale si può godere una vista incredibile. Prima di arrivare al teatro si possono ammirare i resti dell’Eremo di S. Leone con una sola abside, costruito su un precedente edificio triabsidato e, alle spalle, le rovine del castello normanno. Il teatro sorge su un pendio roccioso, costituito da un perfetto emiciclo di 63 m di diametro. Ogni estate il teatro si riempie di spettatori pronti ad assaporare le grandi tragedie e commedie che avvincevano gli Antichi, godendo di una vista spettacolare che da sul Golfo di Castellammare.