SANTA CLARA (Omaggio a Che …Antonella Giroldini)

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Il Che riposa a Santa Clara. Nel 1977, nel trentesimo anniversario della sua morte, le sue spoglie vennero rimpatriate dalla Bolivia e tumulate nel mausoleo costruito in questa cittadina ordinata e tranquilla al centro della città . A Santa Clara infatti si svolse nel 1958 la decisiva battaglia della guerriglia contro il dittatore Batista.

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Plaza de la Revolucion – Memorial Ernesto Che Guevara : spettacolare, non fosse altro per le dimensioni, questa piazza immensa e deserta è dominata da una monumentale e celeberrima statua di bronzo del Che.

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E con i brividi e le lacrime agli occhi ….diamo un ultimo saluto a questa figura mitica ……

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….Arrivederci Che!!!!

Jeorge G. Castaneda “Companero”

..da quando, ragazzo, giocava a rugby a Cordoba fino al giorno della sua esecuzione nella foresta della Bolivia, egli si attenne sempre allo stesso presupposto : basta volere fermamente una cosa per poterla fare accadere. Non c’erano mai ostacoli troppo grandi per la volontà. Gli amori e i viaggi del Che, la sua visione politica, il suo ruolo di guida militare ed economica, tutto fu permeato da un indomabile volontà che gli avrebbe consentito di compiere straordinarie prodezze e di conseguire vittorie eccezionali. Ma che sarebbe stata, però, anche la causa di ricorrenti e fatali errori. …

…pochi personaggi sono riusciti a conquistare quella sicurezza di sè che consentì a Ernesto Guevara di imbattersi nelle imprese più folli e di condurre al contempo la più lucida e impietosa delle autoanalisi. Se mai è esistito un uomo convinto che, per avere il mondo, e averlo subito , bastasse volerlo, questo è stato Che Guevara….

so come ti amo e quanto ti amo, ma non posso sacrificare la mia libertà interiore per te; significherebbe sacrificare me stesso, e io sono la cosa più importante al mondo

leggendo PACO IGNAZIO TAIBO II “SENZA PERDERE LA TENEREZZA – vita e morte di Ernesto Che Guevara”. Il Saggiatore

..o l’infanzia è destino , come diceva lo psicologo messicano Santiago Ramirez in una delle sue uscite più felici e si stanno registrando nella memoria da poco sviluppata del personaggio centrale che daranno origine agli atti del futuro, oppure l’infanzia è un processo casuale, è la preistoria di un cittadino che costiuisce se stessonel corso della vita facendo appello alla volontà e al libero arbitrio.

…piuttosto la reazione a uno dei grandi peccati che ha fissato nel suo decalogo, un peccato imperdonabile: l’offesa della dignità. Si può usare la durezza, ma mai, mai l’iganno.

….il giovane Che Guevara scrive nei suoi appunti di viaggio – mi rendo conto di avere maturato in me qualche cosa che da tempo cresceva nel frastuono cittadino: l’odio per la civiltà, la razz, immagine di persone che si muovono come impazzite al ritmo di quel tremendo rumore ……

MALEDETTA PARSIMONIA, QUELLA TREMENDA ABITUDINE DI CHIEDERE L’IMPOSSIBILE AI SUOI UOMINI, E DI PENSARE POI CHE L’IMPOSSIBILE SIA SOLO IL MINIMO INDISPENSABILE….

…..Si è molto sviluppato in me il senso collettivo in contrapposizione al privato sono sempre il solitario che ero, alla ricerca della mia strada senza l’aiuto di nessuno, ma adesso ho il senso del mio dovere storico. non ho casa, ne moglie, ne figli, ne genitori, ne fratelli, i miei amici sono tali finchè la pensano politicamente come me, e tuttavia sono felice, sento la presenza di qualcosa nella mia vita, non solo una grande forza interiore, che ho sempre sentito, ma anche la capacità di trasmetterla agli altri, e il fatalismo della mia missione mi toglie ogni timore …

..uno fa quello che può quando quando parte svantaggiato; sono argentino, mi sento come perduto tra i tropicali. Mi riesce difficile aprirmi e non ho le doi comunicative di Fidel. mi rimane il silenzio ….se per questo motivo non riesco simpatico all’inizio, almeno mi rispettano perchè sono diverso…