LANZAROTE, ISOLA DI LAVA E VINO……. (Antonella Giroldini)

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Lanzarote è un isola intrigante dalla geologia straordinari. Disseminata di ben 300 coni vulcanici offre splendide spiagge, affascinanti luoghi di interesse e numerosi alberghi e ristoranti. Il suo territorio è prevalentemente vulcanico, di una bellezza strana e profonda, con rare valli verdeggianti piene di palme intercalate ad aspre distese di lava nera con aspetto surreale. l’isola è inoltre piacevolmente priva di sfavillanti attrazioni turistiche e conserva un’atmosfera unica e incontaminata.

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Ma sotto altri aspetti Lanzarote ricorda un enorme, sebbene raffinato, parco tematico. L’atteggiamento dell’isola verso il turismo è stato in gran parte ispirato dall’artista Cesar Manrique, che ha compreso il potenziale commerciale dello splendido paesaggio che ha impresso il suo senso estetico a molte delle attrazioni locali. L’attento rispetto dello stile architettonico tradizionale, con le case abbellite da porte e imposte dipinte di verde , è largamente dovuto al controllo vigile di Manrique e dei suoi successori. Purtroppo in un paio di località turistiche della costa gli interessi economici e uno sviluppo urbanistico indiscriminato hanno prevalso sugli ideali estetici dell’artista, un eccezione è rappresentata dal lussuoso nuovo porto di Playa Blanca , che pur non essendo nello stile tradizionale si integra armoniosamente con l’architettura locale.

L’UNESCO nel 1993 ha dichiarato l’intera isola Riserva della Biosfera.

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I vigneti che crescono sul suolo vulcanico di Lanzarote sono molto diversi da quelli verdi e lussureggianti cui siamo abituati, ma determinati abitanti dell’isola sono riusciti a trarre vantaggio dalla terra nera e oggi il vino locale è decisamente qualcosa di cui andare fieri.

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Potete iniziare l’itinerario nei pressi di San Bartolomè, nell’eccellente ristorante di cucina locale tradizionale del Museo del Campesino. Nei pressi, Bodega Mozaga è un’azienda vinicola aperta fin dal 1880 che ha vinto numerosi premi per la deliziosa malvasia dall’aroma fruttato.  Un’altra eccellente azienda vinicola è la Bodega Tinache con 20 ettari di vigneti lungo la strada per Timanfaya; assaggiate il Malmsey e il Moscatel, entrambi secchi. La piccola Bodega Vega de Yuco ha i suoi vigneti riparati sul versante di una collina vicino alla cittadina di Tias. Anche qui, i vini migliori sono quelli bianchi , soprattutto la malvasia seca o semi dulce. Fondata nel 2001, la Bodega La Vegueta è un azienda giovane ma legata alla tradizione vinicola locale e ha già vinto molti premi prestigiosi. Non mancate di infilare nel bagaglio a mano una bottiglia del liquore secco Malmsey.

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La lava è il simbolo di Lanzarote più che di tutte le altre isole. Non c’è quindi da stupirsi se, dopo le meraviglie lunari di Parque Nacional de Timanfaya, i visitatori si dirigano in massa qui, nel posto in cui un’antica colata di lava si gettò nell’oceano. La grande Cueva de Los Verdes e le cavità del Jameos del Agua, convertite da Cesar Manrique in una specie di bar – rifugio in stile New Age distano 1 km una dall’altra e si raggiungono agevolmente a piedi.

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La cueva de Los Verdes è una cavità aperta di un km di lunghezza ed è la parte più spettacolare di un tubo lavico lungo quasi 8 km. Mentre, circa  5000 anni fa, la lava scorreva verso il mare ( oggi più di 6 km del canale si trovano sopra il livello del mare, mentre gli altri 1,5 km scorrono sott’acqua), gli strati superiori si raffreddarono formando una specie di tetto, sotto il quale il magma liquido continuò a scorrere finché l’eruzione si esaurì.

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Verrete guidati attraverso due camere, una sotto l’altra. Il soffitto è quasi completamente coperto da quelle da sembrano mini stalattiti, ma l’acqua non penetra nella caverna. Queste strane estrusioni appuntite vennero invece create da bolle d’aria e lava, che venivano spinte verso il soffitto dai gas rilasciati dal magma bollente nella sua corsa verso il mare; raggiunti il soffitto e l’aria, si consideravano e raffreddavano prima di ricadere nel flusso di lava

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La prima caverna del Jameos  del Agua somiglia alla navata di una grande basilica marina. La lava fusa passò di qui nel suo percorso verso il mare, ma  in questo caso l’oceano si infiltrò un po’ all’interno, formando uno spettacolare lago azzurro nel cuore del Jameos. Manrique ebbe l’idea geniale di installare alcuni bar e un ristorante attorno al lago, facendo aggiungere anche una piscina artificiale, una sala da concerti con 600 posti a sedere e, con intenzioni didattiche, la Casa de los Volcanos.

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Parque Nacional de Timanfaya: l’eruzione che iniziò il 1 settembre 1730 e sconvolse l’estremità meridionale dell’isola è uno dei più grandi cataclismi vulcanici della storia conosciuta. Ben 48 milioni di metri cubici di lava fuoriuscivano ogni giorno dai crateri, mentre raffiche di roccia fusa venivano sparate verso il cielo e ricadevano sulle campagne e nell’oceano. Quando finalmente dopo 6 lunghi anni la furia dell’eruzione si placò, più di 200 kmq di territorio erano stati devastati, compresi 20 paesi e 30 villaggi.

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Le Montanas del Fuego sono situate al centro di questo misterioso parco nazionale che si estende per 51 kmq e il loro nome non poteva essere più appropriato . Una volta raggiunto il punto panoramico progettato da Manrique e il Restaurante del Diablo , situati un rilievo chiamato Islote de Hilario , provate a scavare un pochino tra le pietre lì intorno guardate per quanto tempo riuscite a tenerle in mano.  A una profondità di pochi centimetri la temperatura è già di 100° C e a 10 m arriva a 600° C. La causa di questo fenomeno è una camera di magma bollente situata a 4 km sotto la superficie.

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Alcuni deboli esemplari di vegetazione, fra cui 200 specie di licheni, cercano di riprendere possesso del suolo in punti, ma per il resto del panorama è piuttosto desolato e caratterizzato da forme fantastiche in tante gradazioni di nero, grigio e rosso. Un bel terreno dai riflessi ramati scende dai coni vulcanici e si arresta contro contorti rialzi di lava sofisticata è decisamente un posto in cui non bisogna dimenticare la macchina fotografica!

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Il Restaurant del Diablo è un divertimento di per se – qualunque tipo di carne ordiniate, la potete vedere sfrigolare sul grandissimo barbecue naturale alimentato dal vulcano sul retro.

Nel Parque Nacional de Tmanfaya è possibile fare escursioni a piedi.

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Pubblicato da

anto1973giroagiroldini

e come dice una mia amica ..ti rispecchia in pieno ;) Io "DONNA" Non leggo istruzioni. Schiaccio pulsanti finchè funziona. Non ho bisogno di alcool per essere imbarazzante. Mi riesce senza! Se fossi un uccello saprei già a chi cagare addosso! Non sono bisbetica, sono emozionalmente flessibile! Le parole più belle al mondo ? " vado a fare shopping" Non ho difetti! Sono "effetti speciali"! Donne devono avere l'spetto di Donne non di ossa rivestite! Non è ciccia! E' superficie eroticamente utilizzabile. Pertdonato e dimenticato? Non sono nè Gesù nè ho l'Alzheimer! Noi donne siamo angeli e se ci rompono le ali continuiamo a volare- su scopa!Perchè siamo flessibili. Quando Dio ha creato gli uomini ha promesso che uomini ideali si sarebbero trovati ad ogni angolo e poi ha fatto la terra rotonda. Sulla mia lapide deve essere inciso: Non fare quella faccia, anch'io avrei preferito essere stesa in spiaggia! E già, Noi Donne siamo uniche

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