La Storia del Museo Egizio di Torino (Antonella Giroldini)

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Impossibile non meravigliarsi per la ricchezza delle collezioni esposte. Nel corso degli anni, le collezioni sono state arricchite  da scavi in Egitto aggiungendo  ai depositi del Museo altri 26.500 oggetti.

E’ l’unico Museo al di fuori dell’Egitto che sia dedicato esclusivamente all’arte e alla cultura egizia; si ritiene infatti che nel suo genere occupi il secondo posto per importanza, subito dopo quello del Cairo.

Il primo reperto giunto a Torino è il piano di una tavola d’altare in bronzo, acquistato nel 1628 dal re Carlo Emanuele I di Savoia, che nel 1723 trovò posto nella sede dell’Università di Torino, insieme a vari altri oggetti antichi. In seguito , re Carlo Emanuele III dette incarico a Vitaliano Donati , professore di botanica , di recarsi in Egitto e nel Levante per procurare altri reperti; le casse contenenti antichità e campioni di piante giunsero a Torino nel 1763.

Fu Napoleone ad attirare sull’Egitto l’attenzione del mondo , quando vi si recò nel 1798 per la sua spedizione militare accompagnato da 167 intellettuali noti con il nome di “savants”. La loro sarebbe stata la prima approfondita immagine di quella civiltà ; i ” savants” descrissero i monumenti ancora visibili all’epoca e raccolsero esemplari della flora e della fauna locali. Tra gli oggetti trovati dai soldati di Napoleone si annovera la “famosa stele di Rosetta”.

Fu appunto in questo contesto che il torinese Bernardino Drovetti, che aveva partecipato con il grado di colonnello alla campagna egiziana di Napoleone Bonaparte, divenne console di Francia in Egitto, rivestendo questa carica fino al 1814 e poi di nuovo negli anni della Restaurazione. Drovetti creò la sua prima collezione di 5.268 reperti e la offrì in vendita prima ai Savoia, poi al Louvre, ottenendo solo un rifiuto; alla fine ripropose la collezione al re di Sardegna Carlo Felice di Savoia, che il 24 gennaio 1824 l’acquistò per 400.000 lire.

Mentre si andavano formando i nuovi musei d’Europa, nel 1831 la collezione torinese fu finalmente aperta al pubblico. La struttura dell’edificio non permetteva di collocare ai piani superiori a sculture massicce, realizzate in pietra di particolare durezza, e quindi le statue rimasero confinate in due ampie gallerie al pianterreno (” lo Statuario”), completate nel 1852.  Alla collezione si aggiunsero 200 reperti egizi trasferiti a Torino dal Museo Kircheriano di Roma, in una data imprecisata intorno al 1894.

Quello stesso anno Ernesto Schiapparelli diventa direttore del Museo Egizio  e partiva per l’Egitto alla ricerca di altri reperti.

Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale , il Museo dovette chiudere.  Dopo la fine della guerra, nel 1945, furono le forze alleate a riportare da Agliè a Torino tutte le antichità , cosicché l’anno seguente il museo poté essere riaperto al pubblico.

Lo Stato Italiano ha approvato l’istituzione di una fondazione mista, pubblica e privata, alla quale il 19 dicembre 2005 è stata affidatala gestione delle collezioni del Museo Egizio, per un periodo iniziale di 30 anni.

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anto1973giroagiroldini

e come dice una mia amica ..ti rispecchia in pieno ;) Io "DONNA" Non leggo istruzioni. Schiaccio pulsanti finchè funziona. Non ho bisogno di alcool per essere imbarazzante. Mi riesce senza! Se fossi un uccello saprei già a chi cagare addosso! Non sono bisbetica, sono emozionalmente flessibile! Le parole più belle al mondo ? " vado a fare shopping" Non ho difetti! Sono "effetti speciali"! Donne devono avere l'spetto di Donne non di ossa rivestite! Non è ciccia! E' superficie eroticamente utilizzabile. Pertdonato e dimenticato? Non sono nè Gesù nè ho l'Alzheimer! Noi donne siamo angeli e se ci rompono le ali continuiamo a volare- su scopa!Perchè siamo flessibili. Quando Dio ha creato gli uomini ha promesso che uomini ideali si sarebbero trovati ad ogni angolo e poi ha fatto la terra rotonda. Sulla mia lapide deve essere inciso: Non fare quella faccia, anch'io avrei preferito essere stesa in spiaggia! E già, Noi Donne siamo uniche

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