Statua di Redit (Antonella Giroldini)

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Basalto

Dimensioni: 82x32x43 cm

Antico Regno

Provenienza: probabilmente Saqqara, in seguito Collezione Drovetti, 1824

Nell’antico Regno le statue raffiguranti singoli individui venivano collocate nelle tombe; questa figura risale alla fase più antica dell’unificazione, il cosiddetto Periodo Arcaico, quando ancora non erano state costruite le prime piramidi.

La scultura rappresenta una principessa seduta, con il nome inciso sulla base ad altorilievo: Redit, la figlia del Re”. Redit indossa una parrucca intrecciata, lunga e pesante, divisa in tre falde, due ai  lati della testa e una sulla schiena; è di forme massicce, con il collo corto e un corpo tarchiato, ma le braccia sottili, e dà l’impressione di essere appena affiorata dal blocco di pietra originario. Ha gli occhi rovinati, che però sono resi quasi come se fossero asole; in seguito gli scultori avrebbero elaborato uno stile elegante per renderne la forma, aggiungendo un bordo che terminava con lunghe strisce cosmetiche.

E’  sorprendente trovare una scultura di queste dimensioni, realizzata in una pietra così dura e in un’epoca così arcaica. Ed è ancora più raro , in quest’epoca, che una statua di tali dimensioni e materiale rappresenta una donna. La figura doveva servire da doppio della defunta, che il suo spirito ka avrebbe animato.