Il Petra Taybet Zaman Hotel (Antonella Giroldini)

Durante il nostro tour Giordano, alloggiamo in un resort particolare: Il Petra Taybet Zaman. 

 

Situato sotto la Desert Highway nelle montagne Taybet si trova un vecchio villaggio giordano:  Taybeh . Questo una volta era un vivace villaggio vicino alle montagne sacre di Petra, ma negli anni ‘ 60 era una comunità quasi deserta perché i suoi abitanti  si trasferirono verso città più moderne.

Dopo un lungo dibattito su cosa fare con il vecchio villaggio , l’ex sindaco di Taybeh , Abu Firas propose di trasformarlo  un rifugio turistico , creando così una partnership con la comunità locale . Il risultato finale è stato un villaggio ricostruito, e gestito da gente del posto , facendo si che la comunità mantenesse  il suo patrimonio vivo e si stimolasse la crescita .

Amra è stato restaurato per quanto riguarda l’autenticità dei materiali , l’ambiente , lo stile regionale, con la conseguente preservazione della cultura , riciclo dei materiali . Per gli ospiti è un’esperienza da ricordare.

si distingue per le sue camere in stile beduino . Le camere sono tutte particolarmente curate , con bagno privato completo di doccia o vasca, aria condizionata e riscaldamento , e sono arredate con gusto per completare e rispettare  lo stile villaggio e l’impostazione . Tutte le camere sono dotate di TV satellitare , telefono diretto , minibar , asciugacapelli e cassaforte in camera.

Tra i servizi del resort Sono un bagno turco , Una piscina ALL’APERTO , un museo , un Souk ( Mercato ) , dove la ceramica , la tessitura e prodotti di manifattura locale ; un forno arabo , un ristorante con tradizionale araba e specialità fatte in casa ma di cucina internazionale , e un bar.

C’è anche un  intrattenimento serale Nella piazza del paese .

 

 

PETRA (Antonella Giroldini)

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Unica al mondo per la sua bellezza e per le vestigia di varie epoche. Patrimonio dell’Unesco dal 1985 e riconosciuta nel 2007 come una delle nuove sette meraviglie del mondo, Petra, detta la città rosa, per le fantastiche sfumature della roccia, è uno dei siti più noti del vicino oriente e sicuramente la meta più ambita di ogni viaggio in Giordania. Qui si combinano l’opera magistrale dell’uomo con quella potente e imperiosa della natura, che se da una parte ha regalato a questo luogo l’aspetto incredibile e mutevole dei giochi policromi, dall’altro scatena gli agenti atmosferici in un lento e inesorabile lavorio di distruzione, che i ricercatori di oggi stanno cercando di rendere meno dannoso  possibile.

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Camminare lungo i percorsi seguiti dai mercanti carovanieri , percorrere la stretta gola che ha protetto per secoli la città di Petra  equivale a seguire un viaggio a ritroso nel tempo, per lasciarsi poi sorprendere dall’incanto improvviso di al – Khazmah, il monumento più importante della città, che apre la strada a centinaia di tombe, templi, abitazioni, acquedotti, cisterne, luoghi di culto , un teatro e una via colonnata.

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Si accede al sito archeologico attraverso un piccolo uadi dal paesaggio suggestivo, dove sostano in attesa cavalli e calessi.  Continuando a scendere lungo lo uadi si raggiunge la porta Siq, detta Bab as – Siq, che immette nella stretta gola d’accesso al sito. Dopo circa mezz’ora di cammino quasi all’improvviso la gola si apre sulla facciata rosa di al – Khaznah.

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 Al – Khaznah , conosciuto come il “tesoro del faraone” , deve il suo nome a un’antica tradizione secondo la quale , nella parte della tholos  centrale , un faraone avrebbe nascosto l’oro.  Questa è anche la ragione si notano numerosi colpi di fucile sparati .

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A ragione è considerato il monumento più suggestivo della città. Ciò si deve alla sua spettacolare posizione, ma anche alle straordinarie sfumature rosa   dell’arenaria che, all’alba e al tramonto, si accendono di tonalità che provocano sensazioni indescrivibili. Colpisce anche per l’armonia degli elementi della facciata, in stile ellenistico. Si compone di 3 ordini corinzi sovrapposti, decorati con colonne, rilievi e statue.

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Al – Khubthan : i monumenti di questa collina sono tra i più famosi di Petra e sarebbero stati scolpiti per volere di una famiglia reale nabatea. Gli scavi hanno rivelato in questa zona l’esistenza di una necropoli con tombe a fossa ( I secolo a. C.) su cui poi sono state realizzate, in epoca, successiva, alcune abitazioni. Le tombe reali , che si aggiungono dopo circa 5 minuti di salita, costituiscono un meraviglioso insieme di edifici dalla facciata scolpita, costruiti nel I – II secolo. Visti dal basso, in particolare dalla via colonnata, risultano spettacolari, soprattutto alla luce del pomeriggio. La scalinata dalla parte bassa raggiunge la tomba di Urna; le altre si trovano alla sinistra.

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Il gebel ad – Dayr: da non perdere, nonostante la fatica del percorso. Per raggiungere il monastero, infatti, si sale tra gole impressionanti e burroni vertiginosi, con improvvisi squarci panoramici sulla città bassa.

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L’ascesa dura circa 45 minuti ed è meglio affrontarla nel pomeriggio, quando il sole si abbassa e illumina la facciata del Dayr. Al culmine della salita si raggiunge Ad – Dayr, la grandiosa e imperiosa facciata del triclinium , la struttura ricorda quella di al – Khaznah, misura circa 50m di larghezza e 40 di altezza. Un’iscrizione lascia intendere che il monumento fosse consacrato a Obodas, alcuni archeologi lo riferiscono al regno di Rabel II. Da notare sulla facciata delle decorazioni , le colonne con capitelli nabatei e la semplicità del fregio con metope e triglifi. L’interno è costituito da una grande sala di 12 m di lato e 10 di h, sul cui fondo si trova una nicchia. Sul grande spiazzo antistante si svolgevano probabilmente importanti e imponenti funzioni religiose.

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