Il GIARDINO DI VILLA D’ESTE ( Antonella Giroldini)

Dalla logia di Villa d’Este si ha una bella vista sul giardino che digrada a terrazze simmetriche ricco di fontane e giochi d’acqua. Dallo scalone si scende, passando dalla fontana di Bicchierone probabilmente berniniana, al suggestivo viale delle Cento Fontane, fiancheggiato da numerosi getti d’acqua e sculture. All’estremità destra del viale è la Fontana di Tivoli di Pirro Ligorio, detta anche dell’Ovato per la forma , che rappresenta la cascata di Tivoli, i monti circostanti e i fiumi Aniene ed Erculaneo simboleggiate da statue; all’estremità sinistra è la fontana di Roma o Rometta, riproduzione in miniatura di edifici dell’antica Roma. Continuando lungo il viale centrale si scende alla fontana dei Draghi, anch’essa del Ligorio, e quindi al piano ove si allineano tre peschiere. Sulla destra, in fondo, è la grande fontana dell’Organo, iniziata nel 1568 e terminata nel 1611, con monumentale prospetto architettonico; l’acqua azionava un organo idraulico completamente automatico, una delle meraviglie della Villa; cadendo, provocava per compressione un getto d’aria in grado di azionare un mantice, poi, passando da canne d’organo, emetteva suoni modulari da un cilindro, fatto ruotare dalla forza dell’acqua. Restaurato dopo anni di studi e lavori da parte di un gruppo di specialisti in idraulica, l’organo idraulico suona ogni due ore, a partire dalle 10,30, tutti i giorni. Il viale centrale termina alla rotonda dei Cipressi, ornata di alberi centenari, mentre altri giochi d’acqua sono in posizione più appartata. La fontana della Civetta, come la fontana dell’Organo, è animata da un fantasioso congegno idraulico che deriva da simili macchine d’epoca ellenistica. La spinta dell’acqua cadente muove una civetta che si avvicina a un gruppo di uccelli di bronzo, che, per la sua presenza, smette di cinquettare.