Istanbul (Antonella Giroldini)

La suggestione immediata che esercita sul viaggiatore è legata alla straordinaria posizione geografica. Unica città al mondo a distendersi tra due continenti, Europa e Asia, si è da sempre proposta come un ideale e allo stesso tempo simbolico, ponte tra Oriente e Occidente. Una città che guardato con interesse alle millenarie culture del  vicino e più remoto Oriente , alle civiltà occidentali di memoria classica ma anche alle tradizioni del Medioevo europeo.

Il Bosforo, una lunga e sinuosa striscia d’acqua che congiunge il Mar Nero al Mar di Marmara, separa le sponde dei due continenti ed è oggi attraversato da due ponti sospesi. . La moderna metropoli si estende ben oltre questi ultimi, presentandosi al turista come un’immensa distesa di quartieri periferici, spesso mal costruiti, carenti di verde e di servizi, frutto del boom migratorio che dalle campagne del paese , ha spinto ad Istanbul, negli ultimi decenni, milioni di persone in cerca di una maggiore stabilità economica. Lungo le coste del mare di Marmara, sia sulla riva europea sia su quella asiatica e sulle due sponde del Bosforo, si trovano i quartieri più eleganti, dove antiche dimore di legno – yali- restaurate si affiancano a moderne e lussuose abitazioni delle connotazioni europee. Sul Corno d’Oro, profonda insenatura che, nella parte europea, separa la penisola su cui sgorga l’antica città dal resto del continente, sono le vestigia dei quartieri storici. Lì, nei vicoli in salita con panni stesi, case spesso cadenti, bambini impegnati a giocare, donne alle finestre e uomini seduti nei tanti caffè, sopravvive quell’atmosfera di intesa, quanto umana, vita di quartiere, che ha colpito così profondamente i viaggiatori europei giunti qui tra la fine dell’impero ottomano e i primi anni della Repubblica turca. Istanbul rappresenta nell’ immaginario collettivo occidentale una città esotica dal sapore mediorientale. Attraverso le anonime e sterminate periferie, il centro storico della città – con la sua vita pulsante, i venditori ambulanti, i mercati, gli odori e i rumori della moderna metropoli, ai quali si sovrappongono le voci dei muezzin che dai minareti delle moschee richiamano alla preghiera. A fine giornata i ricordi delle visite agli straordinari monumenti s’intrecciano con i mille piccoli episodi di vita osservati, vissuti e partecipati, Istanbul lascia un segno , un ricordo profondo. e la suggestione si trasforma presto in esperienza personale.

Una città di cupole questa è un altra delle impressioni che si fissano nella mente di chi la visita. Cupole dalle dimensioni più svariate nelle moschee, cupole alleggerite da vetri colorati nei bagni turchi , cupole del Gran Bazar e nei mausolei dorati nelle tante chiese bizantine e, infine, cupole nelle sinagoghe della comunità ebraica di origine sefardita.

Tre giorni sono il minimo indispensabile relativamente attenta di Istanbul

Pubblicato da

anto1973giroagiroldini

e come dice una mia amica ..ti rispecchia in pieno ;) Io "DONNA" Non leggo istruzioni. Schiaccio pulsanti finchè funziona. Non ho bisogno di alcool per essere imbarazzante. Mi riesce senza! Se fossi un uccello saprei già a chi cagare addosso! Non sono bisbetica, sono emozionalmente flessibile! Le parole più belle al mondo ? " vado a fare shopping" Non ho difetti! Sono "effetti speciali"! Donne devono avere l'spetto di Donne non di ossa rivestite! Non è ciccia! E' superficie eroticamente utilizzabile. Pertdonato e dimenticato? Non sono nè Gesù nè ho l'Alzheimer! Noi donne siamo angeli e se ci rompono le ali continuiamo a volare- su scopa!Perchè siamo flessibili. Quando Dio ha creato gli uomini ha promesso che uomini ideali si sarebbero trovati ad ogni angolo e poi ha fatto la terra rotonda. Sulla mia lapide deve essere inciso: Non fare quella faccia, anch'io avrei preferito essere stesa in spiaggia! E già, Noi Donne siamo uniche

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