I suq: istruzioni per l’uso (Antonella Giroldini)

” C’è aroma nei suq, e freschezza, e varietà di colori” . Così Elias Canetti, premio Nobel per le letteratura  nel 1981, introduce all’incredibile mondo di questi affascinanti mercati urbani nella sua pera ” Le voci di Marrakesh”, frutto di un prolungato soggiorno nelle grandi città marocchine. Era il 1954, ma niente nella sostanza, da allora è cambiato. Entrarvi dal grande ingresso della Jemaa – el – Fna, lasciarsi condurre non dalle carte geografiche, ma dagli odori , dalle voci, dagli sguardi, dalle sensazioni che ogni passo trasforma, rinnova, è ancora un’esperienza esaltante, da conservare insieme ai ricordi che non si cancellano.

E’ ancora possibile nel quartiere delle spezie vedere le erbe, gli aromi, che entrano nei loro cibi, in quello dei profumi respirare le essenze amate dalle loro donne, fra i tessuti e le babbucce guardare, toccare, indossare, calzare i loro “jallabiyat”, i loro sandali, ascoltare dalla loro voce , la funzione di quelle pentole e gli altri utensili in mostra, il loro destino di oggetti da dote, storie di matrimoni e di famiglie, storie di vita.

E’ un viaggio nell’uomo , il suq. Per questo non bisogna sottrarsi al rito , all’inizio un po’ faticoso, della contrattazione.