APRILE 2015 – INAGURAZIONE DEL NUOVO MUSEO EGIZIO (Antonella Giroldini)

La visita al nuovo Museo Egizio è stata una vera e propria scoperta! Un Museo  moderno: spazi raddoppiati, audioguide anche in arabo. L’inaugurazione il 1° aprile Tablet per imparare a leggere i geroglifici, un logo senza più la scritta “Torino”, un percorso multimediale dedicato al Nilo. Il primo aprile il Museo.

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Passeggiando per le sale con in mano un tablet, si potranno tradurre in tempo reale i geroglifici che per millenni hanno celato tanti misteri.

Un logo senza più la scritta “Torino”, nuove tecnologie nello statuario ridisegnato dal premio Oscar Dante Ferretti, un percorso multimediale dedicato al Nilo.

Dopo cinque anni di lavori, il primo aprile il Museo Egizio di Torino inaugura i suoi nuovi e ampliati spazi espositivi.

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Secondo gli esperti è il più importante al mondo dopo quello del Cairo. Oltre 30mila reperti Nel museo sono ospitati più di 30mila reperti, che vanno dal paleolitico all’epoca copta, dunque fino al VI secolo d.C. Tra i pezzi più importanti la tomba di Kha e Merit, rinvenuta intatta nel 1906 nei pressi di Deir el-Medina dall’egittologo Ernesto Schiapparelli, il Canone Reale o Papiro di Torino e la Tomba di Maia, ricostruita nel museo. Una superficie espositiva raddoppiata Dal 1° aprile la nuova collezione del museo è distribuita su una superficie complessiva che passa da 6.400 a 10mila metri quadrati, su quattro piani, collegati da un sistema di scale mobili che ricreano un ideale percorso di risalita del Nilo, ideato dallo scenografo Dante Ferretti. Un percorso cronologico Un percorso museale cronologico che copre un arco temporale che va dal 4000 a.C. al 700 d.C.

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La duplice natura delle collezioni torinesi, in parte antiquarie e in parte archeologiche, è raccontata dalle sale sulla storia del Museo: una novità che risponde in modo puntuale alla domanda più frequente del pubblico: “Perché un Museo Egizio a Torino?”. Un’area tematica di grande impatto è poi la Galleria dei Sarcofagi, molti dei quali restaurati. Per il pubblico sarà come vivere un viaggio nel tempo e la visita si concluderà al piano terra fra le statue monumentali, nelle sale allestite dallo scenografo Dante Ferretti.

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Il museo diventa, inoltre, multimediale: i visitatori hanno la possibilità di seguire ogni reperto su tablet e smartphone. Poi un logo ridisegnato, una sorta di graffito con il geroglifico simbolo dell’acqua, anche per creare un legame tra i fiumi Nilo e Po, e l’introduzione delle audioguide in lingua araba. Per festeggiare l’inaugurazione, il 1° aprile l’ingresso al museo è gratuito, con apertura prolungata dalle 9 alle 24. La storia del Museo Il Regio Museo delle Antichità Egizie fu fondato nel 1824, in seguito all’acquisto da parte di Carlo Felice di Savoia di un gruppo di opere appartenenti a Bernardino Drovetti. Nel 1759 un appassionato egittologo di Padova, Vitaliano Donati, si recò in Egitto per effettuarvi scavi e ritrovò vari reperti, che furono inviati a Torino. All’inizio dell’800, dopo le campagne napoleoniche in Egitto, in tutta Europa scoppiò una moda per il collezionismo di antichità egizie. Bernardino Drovetti, piemontese, console generale di Francia durante l’occupazione in Egitto, collezionò in questo periodo oltre 8mila pezzi tra statue, sarcofaghi, mummie, papiri, amuleti e monili. Alla fine dell’Ottocento il direttore del museo, Ernesto Schiaparelli, avviò nuove acquisizioni e si mise personalmente a condurre importanti campagne di scavi in Egitto. In questo modo, intorno agli anni Trenta del ‘900, la collezione arrivò a contare oltre 30mila pezzi in grado di testimoniare ed illustrare tutti i più importanti aspetti dell’Antico Egitto, dagli splendori delle arti agli oggetti comuni di uso quotidiano.

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Un’area tematica di grande impatto è poi la Galleria dei Sarcofagi, molti dei quali restaurati. Per il pubblico sarà come vivere un viaggio nel tempo e la visita si concluderà al piano terra fra le statue monumentali, nelle sale allestite dallo scenografo Dante Ferretti. Un museo multimediale Il museo diventa, inoltre, multimediale: i visitatori hanno la possibilità di seguire ogni reperto su tablet e smartphone. Poi un logo ridisegnato, una sorta di graffito con il geroglifico simbolo dell’acqua, anche per creare un legame tra i fiumi Nilo e Po, e l’introduzione delle audioguide in lingua araba.

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Per festeggiare l’inaugurazione, il 1° aprile l’ingresso al museo è stata gratuita, con apertura prolungata dalle 9 alle 24.

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anto1973giroagiroldini

e come dice una mia amica ..ti rispecchia in pieno ;) Io "DONNA" Non leggo istruzioni. Schiaccio pulsanti finchè funziona. Non ho bisogno di alcool per essere imbarazzante. Mi riesce senza! Se fossi un uccello saprei già a chi cagare addosso! Non sono bisbetica, sono emozionalmente flessibile! Le parole più belle al mondo ? " vado a fare shopping" Non ho difetti! Sono "effetti speciali"! Donne devono avere l'spetto di Donne non di ossa rivestite! Non è ciccia! E' superficie eroticamente utilizzabile. Pertdonato e dimenticato? Non sono nè Gesù nè ho l'Alzheimer! Noi donne siamo angeli e se ci rompono le ali continuiamo a volare- su scopa!Perchè siamo flessibili. Quando Dio ha creato gli uomini ha promesso che uomini ideali si sarebbero trovati ad ogni angolo e poi ha fatto la terra rotonda. Sulla mia lapide deve essere inciso: Non fare quella faccia, anch'io avrei preferito essere stesa in spiaggia! E già, Noi Donne siamo uniche

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