Cappadocia (di Antonella Giroldini)

Cappadocia

E’ davvero possibile annoverarla tra le meraviglie del mondo per passaggio da fiaba, effetto dell’erosione degli agenti atmosferici sul tufo, la Cappadocia da sola vale un viaggio in Turchia.

image001Per l’effetto erosivo il suolo si è fessurato e disgregato. Nella parte meridionale della ragione, l’altopiano è costituito da tufo omogeneo, tagliato da piccoli corsi d’acqua che vi hanno scavato stretti valloni.

image002Altrove dove il tufo è frammisto a rocce più resistenti l’erosione disgregatrice ha dato luogo a formazioni geologiche assai particolari creando nel fondale colonne, coni, torni, piramidi e guglie alte fino a 30 metri. In alcuni casi questi coni sono sormontati da un blocco di roccia dura che ha opposto maggiore resistenza all’erosione, formando i cosiddetti camini delle fate.

image004L’aspetto lunare dei coni è addolcito dai colori della roccia che raggiunge tonalità che va dalla gamma del bianco, grigio, rosa, malva e giallo.

image006La Valle di Goreme è un sito Unesco dal 1985, caratterizzato da coni e pareti rocciose crivellate da aperture tra di loro comunicanti, conserva in una sorta di vasto museo all’aperto uno dei complessi monastici più suggestivi dell’intera regione.

image008image010Uchisar è un villaggio che col suo enorme picco di tufo perforato da mille cavità, costituisce uno dei luoghi più affascinanti della Cappadocia che ci ha regalato paesaggi bellissimi!

image012image014image016image018image020Salutiamo la Cappadocia ed i fantastici compagni di viaggio che avviamo incontrato con la voglia di bissare presto !

Antonella Giroldini

Nascita del Guggenheim di Bilbao (di Antonella Giroldini)

Nascita del Guggenheim di Bilbao

Allo scopo di rivitalizzare Bilbao in seguito al collasso del suo settore industriale negli anno ’80, agli inizi del 1991 le Istituzioni Basche si rivolsero alla Fondazione Guggenheim con l’idea di creare un consorzio in grado di fondare un museo d’arte contemporanea in collaborazione con il prestigioso ente newyorkese.

La semplice presenza del Guggenheim agirà, infatti, da causa detonante della trasformazione di Bilbao e del recupero della zona ria, il braccio di mare che penetra nell’estuario del fiume. In pochi anni intorno al museo saranno costruiti molti edifici e molte strutture rappresentative.

Fin dalla sua inaugurazione nel 1997 il capolavoro di Frank O. Gehry è diventato il motore della trasformazione economica e sociale di Bilbao e un importante punto di riferimento per gli architetti, che ammirano l’accostamento apparentemente caotico di forme curve che rendono il Guggenheim Bilbao una vera e propria scultura architettonica.

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Il museo ha una struttura rivoluzionaria che permette di ammirare le opere d’arte seguendo un ordine libero , fluido e intuitivo. Rientra appieno nella filosofia architettonica del suo autore : fonde infatti criteri scultorei e criteri funzionali.

L’edificio ha un perimetro completamente percorribile.

La piazza Jose Maria Aguirre occupa parte di una piattaforma rettangolare che si protende come un grande terrazza dalla facciata meridionale del Guggenheim Bilbao fino al viale Mazzedo. L’area svolge due evidenti funzioni: da una parte è l’anticamera del museo, la zona di collegamento tra il museo e la città , e dall’altra parte è come un grande atrio – un ambiente di distribuzione che accompagna i vari luoghi dell’area museale.

image003Accessibile dalla piazza, l’entrata principale del museo consiste discendente: si tratta di una caratteristica che distingue il Guggenheim dai musei tradizionali , a cui di solito si accede tramite scale ascendenti che trasmettono potere e grandezza . Nel caso del Guggenheim Bilbao la sua posizione presso la ria offriva indubbi vantaggi scenografici.

image005l’architetto ha progettato una scalinata discendente dalla piazza , a forma di anfiteatro per compensare la mancanza di monumentalità.

image007In omaggio ai lavoratori portuali che hanno fatto la storia della città di Bilbao, l’architetto non ha, infatti, esitato a evocare forme navali su questo lato del museo con il lunghissimo profilo della sala.

La terrazza è una piattaforma romboidale che si estende dal perimetro esterno dell’atrio verso il lato artificiale del museo. Ideata come belvedere e come zona di riposo – permette di rilassarsi durante la visita al museo – è tuttavia parte dello spazio espositivo , dato che viene anch’essa utilizzata per esporre opere d’arte.

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L’architetto ha concepito un tipo di museo radicalmente innovativo, mirato a permettere ai visitatori di creare liberamente il proprio percorso senza itinerari prestabiliti. A tale scopo ha immaginato un atrio collegato direttamente a tutti gli spazi espositivi per cui i visitatori, dopo aver contemplato le opere esposte in una determinata ala, devono per forza passare dall’atrio per dirigersi verso un’altra area del museo.

Visitarlo è stato un sogno e desiderio per lungo tempo e poter visitare le sue sale e le sue opere una vera emozione!

A presto Paesi Baschi

Antonella Giroldini

PESCINA (Antonella Giroldini)

Il centro allo sblocco della valle del Giovenco nella piana del Fucino, è dominato dai resti di un fortilizio dei marsi, poi castrum romano. Appartiene ai Del Balzo e ai Piccolomini, e ha dato i natali al cardinale Mazzarino e a Ignazio Siline. Il terremoto del 1915 ha raso al suolo il centro storico, oggi sostituito dall’abitato moderno in pianura. Nella cattedrale di S. Maria delle Grazie, prima del terremoto del 1915 e delle distruzioni belliche era il trionfo del SS Sacramento, celebre affresco di Teofilo Patini. All’ingresso nel paese antico, all’interno dell’ex convento dei Minori Conventuali, è il Centro Studi Ignazio Silone. Il Museo Mazzarino con documenti e cimeli relativi alla vita del cardinale è allestito in una palazzina del 1971 posta nei pressi della chiesa di S. Bernardo; qui sotto la torre campanaria , sono sepolte le spoglie di Ignazio Silone. La Chiesa di S. Francesco ha facciata romanica con bel portale. Il viottolo che sale tra le rovine del vecchio nucleo abbandonato si conclude ai piedi dell’unica torre sopravvissuta del castello.

Cabo da Roca (di Antonella Giroldini)

Cabo da Roca

Dopo aver gironzolato per lungo e largo a Lisbona, decidiamo che è giunta l’ora di visitare i dintorni di Lisbona. Prendiamo un comodo treno che ci porta a Sintra e dopo aver visitato la cittadina decidiamo di prendere un comodo autobus per Cabo da Roca.

L’autobus ci lascia di fronte ad un edificio che funge da caffè e ufficio turistico e bookshop….

image001…il resto è natura!

image003È una massiccia formazione alta circa 150 m , si protende nel mare impetuoso 18 km a ovest di Sintra.

image005image007E’ il punto più occidentale d’Europa. Selvaggio e battuto dal vento, è poco sfruttato a scopo turistico forse proprio per il suo isolamento.

Situato a 38º 47´ di latitudine nord e 9º 30´ di longitudine ovest, Cabo da Roca rappresenta una coordinata importante per chiunque navighi lungo la costa, essendo il punto più occidentale dell’Europa continentale, circostanza provata dal certificato che i visitatori possono portare via con sé come souvenir.

I registri storici indicano l’esistenza a Cabo da Roca di un forte del XVII secolo, che svolse un ruolo importante nella vigilanza dell’accesso a Lisbona e che costituiva una linea difensiva lungo la costa, in particolare durante le Guerre Peninsulari. Oggi di tale forte non rimangono che poche rovine, oltre al faro che continua a essere un importante punto di riferimento per la navigazione.

image009Cabo da Roca si trova all’interno del Parque Natural de Sintra-Cascais e costituisce uno dei motivi di interesse degli itinerari a piedi che si snodano lungo la costa…..

Assolutamente da visitare per il senso di libertà che trasmette!

Su e giù per Lisbona (di Antonella Giroldini)

Su e giù per Lisbona

Per salire su alcune delle colline più ripide di Lisbona si possono utilizzare tre elevadores di giallo intenso originariamente azionati mediante ruote idrauliche;

image001image003e il meraviglioso Elevador de Santa Justa, un elegante ascensore in ferro battuto costruito nel XIX secolo nella Baixa, che raggiunge un incantevole caffè posto a 45 metri di altezza dal quale si gode una magnifica vista sui tetti della città, le rovine del Carmo e il Rio Tejo.

image005image007image009La funicolare dal percorso più interessante è forse l’elevador da Bica, che attraversa il quartiere di Santa. Le altre due funicolari solo l‘elevador de Gloria , che da Praca dos Restauradores sale al miraudoro di Sao Pedro de Alcantara e l’elevador di Lavra, la prima funicolare su strada del nondo, inaugurata nel 1884 .

Antonella Giroldini

Acciaroli (di Antonella Giroldini)

Agosto 2013, prima di tornare a lavoro ci rimane ancora qualche giorno di ferie e di rimanere a Roma non abbiamo voglia. Dopo aver scorrazzato per l’arcipelago delle Azzorre, abbiamo voglia e bisogno di una vacanza stanziale e molto molto rilassante!

La mia storica agente di viaggi capisce che non abbiamo nessuna intenzione di sbatterci troppo. Sogniamo bagni di sole, relax, buona cucina. Preso atto della situazione ci propone una piccola cittadina balneare in provincia di Salerno…Acciaroli arriviamo!

Decidiamo di non prendere la macchina e di muoverci in treno. Da Roma prenderemo il treno che ci lascerà ad Ascea dove ci verrà a recuperare direttamente il personale dell’albergo.

In macchina percorriamo un tratto di strada tutto curve che, però, ci fa scorgere parte della splendida costa del Cilento.

image001Siamo molto molto soddisfatte. La scelta dell’hotel, poi, ci rende veramente euforiche. Siamo praticamente sulla spiaggia ed a pochi metri dal centro.

L’hotel La Playa ci consente di fare colazione, pranzo e cena vista mare. Siamo davvero rilassate! Cibo ottimo e poche scale che ci separano da un servizio spiaggia impeccabile con ombrellone, lettini e bagnino disponibile e tutto fare .

Ci concediamo lunghe passeggiate lungo la spiaggia e bagni in un mare cristallino. Non a caso il paese ottiene, da numerosi anni, le “5 vele di “Legambiente” e la Bandiera Blu delle spiagge.

image003Il pomeriggio le piacevoli passeggiate nel centro cittadino ci consentono di ammirare gli splendidi tramonti sul mare.

image005Mentre sopraggiunge la sera i vicoli del paesino, il porto turistico, la chiesa del XII secolo della Santissima Annunziata e la torre di avvistamento normanna ci regalano impareggiabili emozioni.

image007image009Alla fine di questa breve vacanza, ci portiamo a casa la gentilezza e la disponibilità della gente del posto che ha fatto di tutto per renderci la vacanza indimenticabile ….e un cartoccio con il pesce cotto dallo chef dell’albergo che ci fa gustare un po’ di sapori del Cilento anche a casa!

Torneremo a visitare questo meraviglioso territorio ….per ora non possiamo fare altro che lasciare un abbraccio virtuale a tutti!

Antonella Giroldini