Le meravigliose Spiagge di Favignana (di Antonella Giroldini)

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image007image009Io che sono una nota esterofila e che di solito evito il “Mare Nostrum” questa volta non ce la faccio…dopo un assaggio di Sicilia avuto a Maggio, sento l’irresistibile voglia di tornarci e scelgo Favignana!. Non so neanche io perché ma questa località mi affascina!

Prendiamo aereo, transfert e traghetto che ci porta a destinazione …la nostra “via di sfuggita” al mondo reale è servita!

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I fenici la chiamavano Katria, i latini Egate, i greci Aegusa (l’isola delle capre) per la quantità di capre selvatiche che pascolavano nell’isola. Ma, oltre alle capre, c’erano altri animali selvatici: conigli, porci, e asini. Una leggenda racconta che Aegusa era una ninfa che abitava nell’isola. L’isola era ricca di alberi e l’acqua vi abbondava, anche se per averla bisognava scavare.

Ed è così che ci appare ancora oggi l’isola un oasi a metà tra un paradiso e una terra deserta.

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I suoi colori ci affascinano subito e ci conquista la sua bellezza. Andiamo, quindi, subito alla scoperta delle spiagge e calette raggiungibili via terra.

Visitiamo subito la spiaggetta attrezzata vicino al nostro villaggio Cala La Luna e ci accoglie un mare cristallino e una sabbia candida che ci fanno innamorare dell’isola.

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A differenza di Levanzo e Marettimo, l’isola di Favignana è caratterizzata da coste meno frastagliate, che permettono l’accesso da terra alla maggior parte delle sue insenature, che si dividono in un susseguirsi di calette, baie, spiagge sabbiose o di ciottoli e scogli dalle forme più svariate.

Per quanto riguarda le spiagge sabbiose, le più grandi sono sicuramente Cala Azzurra, famosissima per le sue splendide acque cristalline e Lido Burrone, una delle poche spiagge attrezzate. Proprio a due passi dal centro del paese, antistante al porto si trova la Praia, spiaggia sabbiosa nelle cui immediate vicinanze si trova lo Stabilimento Florio, sovrastato dall’imponente colle di Santa Caterina con il suo castello. Spettacolare è anche la spiaggia sabbiosa del Marasolo.

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Cala Rossa è invece una delle mete più conosciute per gli straordinari colori dell’acqua e per la particolarità di trovarsi in una zona di cave di tufo: un bagno in questa cala, in grado di immergere il visitatore in uno scenario naturale unico, è assolutamente da non perdere. Non distante troviamo il porticciolo di Punta Lunga, dove si susseguono una serie di calette rocciose. I “Calamoni” rappresenta inoltre un connubio perfetto per chi ama calette sabbiose e scogli piatti. Cala Graziosa è invece una piccola cala appartata fatta di rocce e sabbia. Meravigliosa è poi la spiaggia di ciottoli Preveto-Pirreca; Menzioniamo infine Cala Rotonda, altra meta caratteristica con le sue rocce affioranti e la spiaggia di ciottoli.

Ma sicuramente il modo migliore per scoprire il mare di Favignana e le sue spiagge e un’escursione in barca…….

A presto …navigando per mare

Antonella Giroldini

CEDRO DEL LIBANO – RISTORANTE LIBANESE A ROMA (Antonella Giroldini)

Quando qualche anno fa un gruppo di amiche mi proposero il ristorante libanese, confesso si essere stata piuttosto scettica. Quello che mi convinse a provare un nuovo ristorante etnico fu la assicurazione che Najah, la proprietaria, aveva una straordinaria capacità di leggere i fondi di caffè!

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La molla che muove una mente femminile e senza dubbio la curiosità, soprattutto quella sul futuro! e se a questo aggiungiamo gli eterni problemi di cuore che affliggono il sesso femminile il gioco è fatto e l’impresa vincente!

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Il ristorante è in Via Aurelio Cotta 36 a Roma Tuscolano ( Numero di telefono 06 7614578 ) – Sito web attività ilcedrodellibano.com.

Al nostro arrivo troviamo un ambiente riservato e accogliente dove il proprietario e la sua mamma vi cucineranno delle prelibatezze provenienti dalla loro terra d’origine: il Libano.

Il menù è fisso ed abbondante e comprende antipasti misti tra fritti, hummus, pita, samosas, ecc., a seconda della disponibilità; un primo e un secondo generalmente serviti insieme, che consistono in un piatto di carne accompagnato con riso profumatissimo; insalata fresca, di cui potete chiedere anche un bis, e per finire dolcetti e tipico tè libanese che aiuterà la digestione.

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Consigliato a chi ama i sapori non estremamente ricercati ma gustosi e genuini, anche a portar via.

ANTIPASTI Si comincia con una serie di piatti molto semplici ma gustosi, dalla crema di melanzane (baba ganus) a quella di ceci (hommus), passando per l’insalata di prezzemolo (fatouch) ed il fatayer, ovvero triangolini di pane ripieni, nel nostro caso, di carne. Il tutto accompagnato da abbondante pane arabo.

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PRIMI PIATTI Non possono mancare cous cous e tabboouleh (grano spezzato integrale, menta e prezzemolo), tradizionali e pertanto molto gustosi, ma anche il risotto di pesce e zafferano (saiadè) si fa apprezzare.

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SECONDI PIATTI Anche in questa fase è la semplicità a dominare, con carni cucinate al forno o allo spiedo, senza troppi fronzoli. Shawerma (carne cotta allo spiedo e che per noi sarebbe il Kebab), pollo arrosto alla libanese, spiedini di pollo (shis tauk).

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DOLCI Baklava su tutti! Un dolcissimo pasticcino di fillo ripiena di miele e frutta secca.

VINI E BEVANDE E’ possibile accompagnare la cena con bevande tipiche libanesi, come la birra Almaza, o il vino Chateau Kefraya bianco o rosso, fate però attenzione ai prezzi. A fine pasto vi consiglio il tè in abbinamento al dolce, oppure, per i più arditi un liquore, chiaramente tipico.

SERVIZIO Ottimo il personale, estremamente gentile e cordiale. Il locale è a conduzione familiare e si vede.

PREZZO Il menù fisso che abbiamo scelto (in verità non è possibile fare altrimenti) con 3-4 antipasti, 1 primo, 1 secondo, contorno dolce e tè ammontava a € 27. In genere con la lettura dei fondi di caffè si sale a € 35. Forse un po’  caro per la quantità di cibo, la semplicità dello stesso ed il locale, ma la genuinità del cibo e l’affetto quasi materno di Najah valgono assolutamente quel prezzo….

Il venerdì ed il  sabato sera è possibile anche assistere ad uno spettacolo di danza del ventre.

Assolutamente da provare soprattutto quando c’è l’humus, il cous cous e le gustosissime polpettine.

JONAZI FOREST – ZANZIBAR (Antonella Giroldini)

Dopo varie giornate di mare decidiami …… Ci dirigiamo verso JONAZI FOREST, immensa foresta di mogani per un’avventurosa passeggiata.

E’ una meta di richiamo della zona sud dell’isola. Ora è l’unica zona rimasta incontaminata con un sentiero naturalistico attraversato da una foresta primordiale abitata da una comunità di colobi rossi, scimmie minacciate di estinzione, che si avvistano con una certa frequenza.

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Ospita numerosi habitat, tra cui la foresta umida, la macchia arbustiva sempreverde, la palude a mangrovie e il prato umido salmastro, e una grande varietà di fauna selvatica che un tempo abitava tutta l’isola, comprese le scimmie di Sykes e i colobi rossi e alcune specie di antilopi , camaleonti e numerosi volatili.

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La foresta offre percorsi naturalistici per tutti i gusti, partendo da una comoda passeggiata di un oretta fino al trekking di mezza giornata.

A Sud dell’ingresso alla riserva c’è il sentiero passerella tra le mangrovie di Pete- Jozani, si snoda tra boschetti di coralli, foreste di mangrovie e attraverso un ruscello che scorre nella parte settentrionale della Baia di Pete.

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In Africa si dice, giustamente: “le foreste precedono i popoli, i deserti li seguono … ”

Speriamo che in questo caso non sia così!!!!!

Antonella Giroldini

 

Giorno di silenzio a Tangeri di Tahar Ben Jelloun

..e’ la storia di un uomo ingannato dal vento, dimenticato dal tempo e schernito dalla morte.

il vento dell’Est, in una città, in una dove si incontrano l’Atlantico e il Mediterraneo, una città fatta di colline, avvolta di leggende, enigma dolce e indecifrabile ….

..non pensa di fare del male dicendo crudamente agli altri le loro debolezze, i loro errori e i loro difetti.Secondo lui la verità è sempre meglio dirla anche quando porta con se delle ferite. e lui ferisce con ingenuità, con mala grazia, e talvolta con ferocia. non se ne rende veramente conto, perchè ha l’aria stupefatta per le reazioni altrui …

….questa mania che ha di mettere gli altri in caricatura gli costa molte noie. se ne rende conto oggi. E’ isolato .non ha saputo conservarsi la stima di nessuno, o quasi. Le sue patole sono tizzoni che cascano sulle ferite ; le sue frasi hanno l’effetto di un arma bianca tagliente; i suoi rancori sono animati da una buona memoriae da orgoglio smisurato. E’ un ribelle dall’anima tormentata e insoddisfatta. Se si fosse dedicato alla politica sarebbe stato un anarchico, un distruttore di illusioni ……